Latteria di Soligo | È possibile evitare il fermo produttivo?

Secondo il censimento ISTAT del 2021, in Italia ci sono 1300 industrie casearie e centrali del latte, di queste la maggior parte si dividono tra la Lombardia e la nostra Emilia-Romagna. Nonostante le abitudini si stiano modificando, il latte e i suoi derivati sono alimenti di utilizzo pressoché quotidiano per molti individui. Il ruolo più importante lo rivestono nella dieta dei bambini, tra le categorie più fragili dal punto di vista immunitario. Le probabilità di contaminazione batterica in questo ed altri settori alimentari sono favorite dalla manipolazione dei prodotti di base. Il personale dell’azienda ha un ruolo estremamente importante e operare in sicurezza significa avere anche la consapevolezza dell’opportuna igiene degli ambienti in cui si lavora, dalle superfici verticali e orizzontali, ai macchinari e gli indumenti. A questo si aggiunga la sanificazione degli ambienti lavorativi, decisiva per eliminare quanto possibile i rischi di contaminazione microbica. Per questo e altri motivi, come il rispetto delle normative HACCP, è necessario instaurare condizioni igienico-sanitarie per evitare la proliferazione batterica e i successivi effetti deleteri per la salute dei consumatori.

Da anni collaboriamo con la Latteria di Soligo, una delle aziende simbolo di questo settore. Uno dei lavori più interessanti riguardava una delle latterie del consorzio dove il pavimento che non era utilizzabile; c'era già la resina, ma doveva assolutamente essere ripristinato per poter avviare la produzione. Abbiamo realizzato un pavimento senza fughe con l’aggiunta di angoli tondi e copertura nelle pareti, in modo da creare una patina senza soluzione di continuità che andasse a preservare al meglio la pavimentazione.

Il problema in questo caso è stato come fermare la produzione mentre veniva effettuato il lavoro. Non è stato possibile evitarlo completamente, ma con la modifica di giornate e orari di lavoro, il cantiere è durato il minor tempo possibile.

Ricoprire pareti e pavimenti con un unico strato resinoso è una soluzione semplice e immediata. Come Epoxytecnica, il nostro processo coinvolge delle moderne tecnologie e formulazioni resinose, che possono essere formulati ad hoc e adeguati alla pavimentazione esistente e alla sua costituzione. Ancora oggi durante i nostri sopralluoghi ci imbattiamo in superfici che presentano particolari criticità. Nella maggioranza dei casi si tratta di supporti con mattonelle deteriorate, rotte, scheggiate o perfino distaccate, o di superfici già trattate con malte resinose in fase di stacco. Questo succede quando non si tiene conto del substrato e nel tempo si evidenziano in superficie le problematiche del supporto. Di conseguenza la scelta del trattamento in resina deve essere adeguata al supporto e condizionata alle attività richieste dalla produzione. Nei caseifici e le centrali del latte le superfici devono essere decontaminabili, impermeabili, facilmente lavabili, con buona resistenza chimica e antiscivolo.

Comunemente utilizziamo rivestimenti senza fughe e a base di resine epossidiche con spessori che variano ampiamente a seconda delle necessità. La superficie dell’ufficio può avere lo stesso supporto dell’area di produzione, ma il loro utilizzo sarà molto differente e di conseguenza i cicli di lavorazione. Se così non fosse, sarebbero antieconomici o addirittura inutili. Nelle sale o aree di produzione dei caseifici esiste una costante presenza di liquidi, siano acqua, siero o soluzioni chimiche dovute alla igienizzazione delle superfici orizzontali e verticali. Il trattamento o sistema in resina deve quindi considerare le condizioni dei processi produttivi e le sostanze e sollecitazioni meccaniche con cui andrà a contatto nel tempo. Da queste brevi considerazioni, diventa più semplice concepire l’idea di un trattamento in resina ben studiato e conforme alle richieste, non solo del committente e il suo budget, ma alle prestazioni che un pavimento per quel determinato impiego deve avere. Ecco perché la resina al giorno d’oggi è diventata la soluzione più ricercata nell’industria alimentare.

Il pavimento è il piano di lavoro per eccellenza

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